PAPA BENEDETTO XIII

PAPA BENEDETTO XIII

Pierfrancesco Orsini nacque a Gravina il 2 febbraio 1649.
Primogenito di Ferdinando III Orsini, duca di Gravina, e di Giovanna Frangipani della Tolfa, crebbe nel Palazzo ducale dove risiedeva la famiglia. Morto il padre nel 1658, Pierfrancesco, ad appena 8 anni,
ricevette l’investitura dei feudi di Gravina,Solofra, Sorbo e Galluccio.
Il giovane Pierfrancesco visse nella città natale fino ai 17 anni. Qui fondò, ancora adolescente, l’Accademia de’ Famelici. Malgrado l’opposizione dei familiari (in particolare della madre e dello zio
cardinale Virginio Orsini), il 12 agosto del 1668, durante un viaggio di istruzione a Venezia, l’Orsini vestì l’abito dei predicatori assumendo il nome di fra’ Vincenzo Maria.
Fu inviato al convento domenicano di Bologna per frequentare i corsi di teologia ed essendo particolarmente portato per lo studio e dotato di spiccata versatilità d’ingegno, riuscì a concludere il percorso
di studi, che esigeva non meno di nove anni, in soli tre.
Nel 1669 a Bologna pubblicò un volume di Sacra Epigrammata, poi ristampato a Roma in traduzione italiana nel 1730. Ordinato sacerdote il 24 marzo 1671, il 4 luglio successivo fu nominato lettore di filosofia
nel convento dell’Ordine Domenicano di Brescia.
A soli ventitré anni, contro la sua volontà, il 22 febbraio 1672 fu creato cardinale del titolo di San Sisto.
Essendo una carica che egli ‘aborriva’, scrisse in tono perentorio al vescovo di Gravina che non avrebbe accettato “nessun cappello cardinalizio o vescovile, perché gli bastava l’amato cappuccio di frate
domenicano”. Nonostante ciò, papa Clemente X gli impose di accettare la nomina: fra’ Vincenzo Maria ubbidì e si recò a Roma per ricoprire la carica di Prefetto della Congregazione del Concilio e di
Esaminatore dei Vescovi. Il 3 febbraio 1675, resasi vacante la sede episcopale di Manfredonia (FG), fu consacrato vescovo della diocesi pugliese.

Nei cinque anni di governo riformatore ebbe parecchi contrasti con funzionari del Viceregno e Legati spagnoli, per cui il nuovo papa Innocenzo XI, con la mediazione del cardinale Paluzzo Altieri, suo
protettore e legato alla famiglia Orsini, gli fece accettare la sede vescovile di Cesena (FO). La permanenza nella città romagnola non fu lunga:
in sei anni vi poté dimorare poco più di due anni, perché il clima e l’umidità non giovavano alla sua salute.
Papa Innocenzo XI accolse la sua richiesta di trasferimento e lo nominò, nel marzo 1686, arcivescovo metropolita di Benevento, sede da lui tanto desiderata ed amata, dove restò per ben 44 anni.
La sua imponente opera ministeriale è evidente dai 44 sinodi diocesani e dai 2 sinodi provinciali (Acta petitionis, decreti, elevationis, recognitionis, ostensionis, repositionis, translationis,
restitutionis [et] consignationis Sacri Corporis […] S. Bartholomaei in nova Basilica Beneventi eidem erecta in sacro Concilio Provinciali II, anno Domini 1698 […], praeside eminentissimo cardinali
Ursino archiepiscopo metropolita).
Tali sinodi, le cui deliberazioni furono regolarmente stampate e diffuse presso ogni parrocchia della diocesi, consentirono un coinvolgimento e una partecipazione ampia ai problemi della vita ecclesiale,
soprattutto grazie a periodiche e solenni assemblee di tutto il clero.
Nella stessa arcidiocesi, inoltre, consacrò 356 chiese e 1.463 altari; tenne più di 4.000 prediche, una parte delle quali raccolte in vari volumi.
Il futuro papa Bendetto XIII, uomo di profonda cultura, membro di varie accademie di studio, visse la sua austera e colta vita di vescovo nell’epoca tra il Barocco e l’Illuminismo. La sua concezione del
ministero episcopale e la sua pastoralità avevano profonde radici, tenacemente sorrette da una grande passione d’amore per Dio, per la Chiesa, per le anime a lui affidate.
Alla morte di papa Innocenzo XIII partecipò al conclave per l’elezione del nuovo pontefice.
Il prescelto fu proprio il cardinale Orsini, considerato un asceta rigoroso e pio, ma anche abbastanza avanti negli anni ed estraneo alle faccende politiche da non rappresentare una ‘minaccia’ per i sovrani
europei. Venne eletto papa, nonostante le sue resistenze, il 29 maggio 1724 a 75 anni, con il nome di BENEDETTO XIII.

Governò la Chiesa per quasi sei anni dando l’esempio di una vita veramente ascetica, conservando l’abito da religioso, non risparmiandosi mai nell’esercizio delle sue funzioni sacerdotali, distinguendosi per
la profonda religiosità di cui fu segno quel vivo zelo pastorale e quella sua indefessa operosità.

Nel 1730, nell’ultimo giorno di Carnevale (21 febbraio), papa Benedetto XIII morì santamente; per non disturbare il popolo impegnato a festeggiare per le strade, non furono suonate le campane a morto.
Venne sepolto nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva, in una imponente tomba commissionata da parenti e seguaci.

– Lezioni scritturali sopra il sagro libro dell’Esodo composte, e recitate nella S. Chiesa metropolitana di Benevento dall’eminentiss. e reverendiss. … fr. Vincenzo Maria … cardinale Orsini arcivescovo
date alla luce dall’abate Francesco Antonio Finy, 1709.

– Il tempo della Quaresima e della Pasqua spiegato con 12 prediche instruttive nell’anno 1711. Dall’eminentiss. e reverendiss. in Cristo Padre, e Signore Sig. Fr. Vincenzo Maria dell’ordine de’ predicatori,
vescovo tuscolano della S.R.C. cardinale Orsini arcivescovo di Benevento … Pubblicate dall’abate Francesco Antonio Finy, primicerio della stessa Chiesa, 1711.

– Sermoni sopra la vita della gloriosissima vergine e madre di Dio Maria nostra signora detti ne’ sabati dal cardinal arcivescovo Orsini dell’Ordine de’ Predicatori nella sua Metropolitana di Benevento,
1718.
La Biblioteca Finia ne conserva alcune copie, esposte all’interno delle teche per permettere a tutti di ammirare gli antichi volumi.

 

LA COSTRUZIONE DELL’ASSE ORSINIANO


Nel corso del 1600 il centro abitato di Gravina in Puglia, allora feudo della prestigiosa famiglia Orsini, venne stravolto da diversi interventi architettonici ed urbanistici al fine di creare un asse che
congiungesse idealmente i luoghi rappresentativi del potere della famiglia. Attraverso delle demolizioni e nuove costruzioni furono rimodellate le quattro piazze, che ancora oggi si susseguono, cercando una
continuità visiva e di percorso tra il palazzo degli Orsini in piazza della Repubblica (allora Piazza dei Mercanti) e la Cattedrale.
– La prima, piazza dei Mercanti, viene quasi raddoppiata dagli Orsini per farvi prospettare il Palazzo.
– La seconda, largo Plebiscito, è qualificata dalla chiesetta di S. Michele o del Gesù.
– La terza è la piazza municipale che viene ridimensionata prima con la costruzione, in posizione di quinta, della chiesa del Purgatorio (pantheon seicentesco degli Orsini), poi con la costruzione del
palazzo del Seminario (1690-92) ed, ancora, nel secolo seguente con la costruzione della Biblioteca capitolare Finia.
– Nella quarta piazza, quella della Cattedrale (oggi piazza Benedetto XIII), la lunga quinta del Palazzo Vescovile e del Duomo, viene rinnovata con la costruzione del campanile, mentre, a fondale di tutto
l’asse orsiniano, si erge la facciata di S. Maria, la chiesa del monastero delle Domenicane.
Sul lato opposto, fuori Porta S. Tommaso, l’asse va idealmente proseguendo fino alla chiesa e convento extra moenia di S. Domenico.

ASSE ORSINIANO

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